Nei giorni 21 e 22 aprile AIRI ha partecipato all’evento La ricerca e innovazione italiana in Europa: verso il nuovo Horizon Europe e il Fondo per la Competitività, tenutosi a Bruxelles e organizzato da MUR e APRE. L’evento aveva lo scopo di far incontrare la comunità italiana impegnata in ricerca e innovazione con la Commissione Europea e i membri del Parlamento Europeo per un confronto e una discussione aperta in vista della prossima finalizzazione del Programma Quadro della ricerca e innovazione 2028-2035.
Gli interventi hanno mostrato con chiarezza che il problema di fondo è il collegamento le due parti del prossimo Programma Quadro: innovazione (ECF) e ricerca (nuovo Horizon Europe).
Il dibattito ha delineato che, da un lato, il collegamento tra ricerca e innovazione debba essere forte e diretto per permettere di recuperare il terreno perduto dall’Europa nel trasferimento tecnologico, come mostrano sia i dati dei rapporti Draghi e Letta sia quelli riportati nel dibattito. Dall’altro, che la ricerca di base e fondamentale debba essere preservata nella sua indipendenza, e che vadano sostenute le PMI e le start-up, come pure le infrastrutture di ricerca di base e quelle tecnologiche di prova e sviluppo.
I membri italiani del Parlamento Europeo e la nostra rappresentanza presso la EC hanno confermato che il processo di gestione di tale collegamento e gli strumenti attuativi sono il punto critico da affrontare nei prossimi mesi. Da esso derivano la ripartizione dei fondi, la scelta dei contenuti e il modo di fare ricerca nel futuro in EU, e poi in Italia come immediata conseguenza. Gli aspetti più rilevanti da curare nei prossimi mesi sono quindi:
- La governance della transizione tra ricerca e innovazione dovrà salvaguardare le indubbie differenze: meccanismo e processi logici, ascolto degli stakeholder, ruolo “pubblico e degli Stati Membri” nelle decisioni.
- Gli attori che dovranno gestire ed eseguire la governance dovranno essere competenti, bilanciandone comunque l’indipendenza. Le partnership paiono lo strumento attuativo che la EC preferirebbe usare per la ricerca applicata con TRL >3.
- La ripartizione dei fondi dovrà considerare che i diversi settori, a parità di TRL, tempi e impatto, possono aver bisogno di finanziamenti molto diversi, con regole esecutive diverse e strumenti e attori diversi. Il “singolo rulebook” dovrà garantire questa flessibilità.
Il contributo di AIRI
AIRI è intervenuta nel dibattito su due aspetti:
- Considerare con attenzione la relazione tra il livello di elaborazione strategica del prossimo Programma Quadro (ECF e Horizon Europe) con quello esecutivo e attuativo. Entrambi richiedono competenze scientifiche, industriali, sociali ed economiche spesso settoriali, ma che potrebbero richiedere di rivedere una troppo rigida interpretazione del conflitto di interesse.
- Fare uno sforzo per allineare le definizioni, i concetti, le intensità di finanziamento e le regole tra strumenti implementativi – ad esempio tra GBER che regola gli aiuti di stato, ECF e Horizon Europe – al fine di semplificare l’attività dei proponenti, dei valutatori e della EC e rendere così più facili le auspicate sinergie tra programmi.
AIRI pianifica di affrontare questi temi direttamente con EC, con MIMIT e MUR, coi membri italiani del Parlamento Europeo e con un dialogo serrato con gli altri stakeholder e gruppi di lavoro nazionali, al fine di elaborare un insieme di proposte coerenti e utili alla filiera industriale italiana.