Marco Iuorio: Innovazioni per l’economia circolare nel settore edilizia e costruzioni

Iuorio_SockETS_Edilizia_SostenibileAbbiamo intervistato Marco Iuorio, direttore generale del distretto tecnologico Stress S.c.ar.l. Con lui abbiamo chiacchierato di edilizia sostenibile e di come questa scelta impatti nella strada verso la realizzazione della transizione ecologica.

Questo è il primo di un ciclo di incontri con esperti dedicato al tema delle tecnologie per le costruzioni sostenibili, realizzato nell’ambito del SockETS lab italiano.

Può descrivere brevemente il suo ruolo e le principali attività svolte nella sua organizzazione, e il suo interesse per il Workshop di oggi?

Sono il direttore generale del distretto tecnologico STRESS, che è un consortile pubblico privato che si occupa di innovazione nel settore delle costruzioni a 360 gradi, di sostenibilità, resilienza, sicurezza sismica e quindi di conseguenza anche dei  temi del workshop di oggi: economia circolare e transizione energetica.

Secondo la sua esperienza, quali sono le tecnologie e le innovazioni che potranno portare un impatto più profondo e diffuso nel settore edilizia e costruzioni in un’ottica di sostenibilità ed economia circolare?

Storicamente il settore costruzioni ha sempre avuto e ricevuto grande impatto in termini di innovazione dalla chimica dei materiali. Quindi questo è un trend che non può che continuare, e da un punto di vista di economia circolare, ovviamente avrà un impatto importante perché ragionare di economia circolare in edilizia significa ragionare di materiali e di componentistica che parta da materia prima seconda e in questo la tecnologia dei materiali, dei processi e della chimica a supporto è fondamentale.

Negli ultimi anni il settore costruzioni è stato però anche attraversato da una grande trasformazione  grazie alle tecnologie digitali che proseguirà una trasformazione digitale che non è solo funzionale a se stessa ma sicuramente potrà avere impatti anche in termini di sostenibilità e di ottimizzazione di alcuni processi che sono in fase di sviluppo, metodologie e tecnologie per il sorting robotizzato; per esempio di Constructon Demoliton Waste dei rifiuti della costruzione, piuttosto che per applicazioni di manifattura additiva quindi per la realizzazione di componenti tailor-made, in modo tale da ridurre al minimo quelle che possono essere gli scarti di cantiere e quindi quest’altro è un altro elemento fondamentale.

Infine, parlare di costruzione significa parlare di ambiente costruito e di tutto quello che intorno a noi, e come derivante anche dagli ultimi input che a livello globale ma anche a livello europeo, la necessità di andare a ridurre quelle che sono gli impatti in termini di emissioni di CO2 piuttosto che di consumo di materiale piuttosto che di consumo energetico, quindi in un’ottica di transizione energetica in prospettiva in termini di sostenibilità, potrebbe avere un impatto importante anche l’integrazione nel settore delle costruzioni di alcune tecnologie emergenti come quelle ad esempio collegate alla filiera dell’idrogeno

Secondo lei, quanto può essere importante il coinvolgimento dei portatori di interesse e dei cittadini per promuovere l’innovazione nel contesto delle costruzioni e dell’edilizia, e in quali contesti specifici sarebbe opportuno agire?

Sicuramente una delle caratteristiche della filiera delle costruzioni, che è una filiera estremamente lunga e frastagliata, – cioè si parte dal cittadino e si arriva alle grandi imprese partendo per un’infinità di piccole imprese di costruzione ingegneria e così via -, quindi, un apporto integrato di tutti i soggetti che sono coinvolti in questa lunga catena del valore, dal cittadino, alla pubblica amministrazione, alle imprese, è fondamentale per far sì che, quanto di nuovo può dare un contributo positivo al settore, possa fare breccia realmente.

Quindi, andare ad operare da un punto di vista della domanda, per far comprendere ai cittadini che l’ambiente costruito che abbiamo attorno, partendo dagli edifici, dalle case, ma anche a ponti, gallerie e tutto quello che ci circonda, può essere migliorato in termini di performance.

Ciò è altrettanto importante per le pubbliche amministrazioni che possano in qualche modo aggiornare il proprio modo di stimolare la domanda, attraverso le gare e i requisiti richiesti e ovviamente di conseguenza anche l’offerta tenderà ad adeguarsi alla nuova domanda.

In questo contesto di sostenibilità ed economia circolare, quale ruolo può avere la collaborazione tra ricerca pubblica e privata?

L’integrazione pubblico-privata è fondamentale in questo processo di innovazione nelle nostre attività del distretto tecnologico. Abbiamo sempre pensato e ritenuto fondamentale integrare la scienza, i risultati, il mondo accademico con quelli che sono gli interessi e le spinte di innovazione che possono provenire dall’impresa.

Fare questo non è un percorso semplice vanno individuate anche le modalità più opportune per farlo. Una sicuramente è quella di realizzare grandi dimostratori tecnologici dove si possano andare a integrare a creare delle reali osmosi in applicazioni reali di queste componenti ma anche fare in modo che attraverso queste esperienze l’interazione pubblico privato si possa andare a impattare su quella che è la conoscenza la consapevolezza degli utenti finali quindi il cittadino che ovviamente magari non ha competenze tecniche specifiche in che cosa vuole l’innovazione nel settore.

E da questo punto di vista tanto verso i cittadini ma soprattutto anche verso la filiera allargata delle costruzioni, questo processo di trasformazione non può che non essere accompagnato anche da un processo di formazione e analisi di cui devono essere espressi i nuovi fabbisogni formativi per gli addetti ai lavori e quindi anche di sperimentazione di nuovi percorsi formativi da questo punto di vista perché diversamente se non sono un po’ tutti gli elementi della catena a essere coscienti di cosa si può, difficilmente “il cosa si può” diventerà un “si fa”.

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