Misure di potenziale interesse per la R&S approvate nell’ambito del Decreto Crescita 2019

Il Decreto Legge del 30 aprile n. 34/2019, convertito e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 giugno 2019, aggiorna alcune misure fiscali già esistenti e introduce misure per favorire progetti di innovazione di piccola taglia nell’ambito dell’Economia Circolare e di Industria 4.0, rivolti soprattutto alle Piccole e Medie Imprese.

– Art. 1 Proroga del Superammortamento
Viene introdotta una maggiorazione del 30% sugli acquisti di beni strumentali effettuati dal 1 aprile 2019 al 31 dicembre 2019, oppure entro il 30 giugno 2020, a condizione che entro la fine del 2019 siano state soddisfatte due condizioni: l’accettazione dell’ordine del venditore e acconto pagato almeno del 20% del costo totale. Il tetto di spesa non deve superare i 2,5 milioni di euro. Sono esclusi i veicoli aziendali.

– Art. 4 Semplificazioni procedurali per il Patent Box
E’ possibile accedere all’agevolazione con procedure alternative al ruling con l’Agenzia delle Entrate. I soggetti titolari del reddito di impresa possono determinare il reddito agevolabile in maniera autonoma, indicando le informazioni necessarie in una idonea documentazione atta a supportare il calcolo “autodeterminante”.

– Art. 5 Agevolazioni aumentate per il rientro dei cervelli
Ricercatori e docenti che trasferiscono la residenza in Italia dispongono di un regime fiscale di favore esteso a 6, 8, 11, 13 anni, secondo specifici requisiti da documentare e limitazioni. In generale è richiesta attività di ricerca o docenza all’estero presso centri di ricerca pubblici o privati o università per almeno due anni continuativi e il trasferimento dell’attività in Italia, acquisendo conseguentemente la residenza fiscale nel territorio dello Stato.

– Art. 20 Potenziamento della Nuova Sabatini
Si eleva a 4 milioni di euro il massimale del finanziamento erogabile complessivamente a favore della singola impresa in attuazione della Nuova Sabatini. L’erogazione del contributo deve essere legato alla realizzazione dell’investimento che, in caso di finanziamento di importo non superiore a 100.000 euro, sarà erogato in un’unica soluzione.
Inoltre, anche altri intermediari finanziari (oltre a quelli autorizzati all’esercizio dell’attività di leasing finanziario) iscritti nell’albo previsto dall’articolo 106, comma 1, del T.U. in materia bancaria e creditizia di cui al decreto legislativo n. 385 del 1993, che statutariamente operano nei confronti delle PMI, possono concedere i finanziamenti per gli investimenti nell’ambito della Nuova sabatini (decreto-legge n. 69 del 2013).

– Articolo 21 (utilizzo della Nuova Sabatini per il sostegno alla capitalizzazione)
Impegnati 80 milioni di euro (dal 2019 al 2024) per l’operatività della misura che prevede contributi riconosciuti anche per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, secondo determinate condizioni, anche in favore delle micro, piccole e medie imprese costituite in forma societaria e impegnate in processi di capitalizzazione, che intendono realizzare un programma di investimento.
Le condizioni di accesso al contributo saranno definiti da decreto ministeriale del Mise.

– Art. 26 Agevolazioni per progetti di R&S per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare
Saranno demandate ad apposito decreto ministeriale del Mise le condizioni e le procedure di accesso alla misura volta a favorire la transizione delle attività economiche verso un modello di economia circolare, nei limiti delle intensità massime di aiuto stabilite dal regolamento UE 651/2014.

Si tratta di una misura a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo finalizzati ad un uso più efficiente e sostenibile delle risorse per imprese e centri di ricerca anche congiuntamente tra loro o con organismi di ricerca, fino ad un massimo di tre soggetti co-proponenti. In tali casi i progetti congiunti devono essere realizzati mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, quali, a titolo esemplificativo, il consorzio e l’accordo di partenariato.

I progetti di ricerca e sviluppo, oltre a essere realizzati nel territorio nazionale, devono prevedere costi ammissibili fra 500.000 e 2 milioni di euro, avere una durata fra 1 e 3 anni, prevedere attività di ricerca e sviluppo strettamente connesse tra di loro in relazione all’obiettivo previsto dal progetto.

Le attività infatti devono essere finalizzate alla riconversione produttiva delle attività economiche attraverso la realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi o al notevole miglioramento di prodotti, processi o servizi esistenti, tramite lo sviluppo delle tecnologie abilitanti fondamentali Key Enabling Technologies (KETs), relative a:

1. innovazioni di prodotto e di processo in tema di utilizzo efficiente delle risorse e di trattamento e trasformazione dei rifiuti, compreso il riuso dei materiali in un’ottica di economia circolare o a “rifiuto zero” e di compatibilità ambientale (innovazioni eco-compatibili);
2. progettazione e sperimentazione prototipale di modelli tecnologici integrati finalizzati al rafforzamento dei percorsi di simbiosi industriale, attraverso, ad esempio, la definizione di un approccio sistemico alla riduzione, riciclo e riuso degli scarti alimentari, allo sviluppo di sistemi di ciclo integrato delle acque e al riciclo delle materie prime;
3. sistemi, strumenti e metodologie per lo sviluppo delle tecnologie per la fornitura, l’uso razionale e la sanificazione dell’acqua;
4. strumenti tecnologici innovativi in grado di aumentare il tempo di vita dei prodotti e di aumentare l’efficienza del ciclo produttivo;
5. sperimentazione di nuovi modelli di packaging intelligente che prevedano anche l’utilizzo di materiali recuperati.

Le agevolazioni saranno concesse secondo le seguenti modalità:
a. finanziamento agevolato per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili pari al 50 per cento;
b. contributo diretto alla spesa fino al 20 per cento delle spese e dei costi ammissibili.

Si tratta nel complesso di 140 milioni di euro di risorse finanziarie disponibili per la concessione delle agevolazioni, così determinate:
a. 40 milioni per la concessione delle agevolazioni nella forma del contributo diretto alla spesa, a valere sulle disponibilità per il 2020 del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (articolo 1, comma 6, legge n. 147 del 2013, ferma restando l’applicazione dell’articolo l, comma 703, della legge n. 190 del 2014);
b. 100 milioni per la concessione delle agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FRI, articolo 1, comma 354, della legge n. 311 del 2004), utilizzando le risorse di cui all’articolo 30 del decreto-legge n. 83 del 2012, ai sensi del quale i programmi e gli interventi destinatari del Fondo per la crescita sostenibile di cui all’articolo 23, comma 2, del medesimo decreto-legge n. 83, possono essere agevolati anche a valere sulle risorse del predetto Fondo rotativo non utilizzate al 31 dicembre di ciascun anno, nel limite massimo del 70 per cento.

– Art. 29 Incentivi per la Digital Trasformation
Si intende favorire la trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi delle imprese, di micro, piccola e media dimensione, anche in coerenza con le linee strategiche del Piano triennale per l’informatica nella P.A., con la concessione di agevolazioni finanziarie nella misura massima del 50 per cento dei costi ammissibili definite nei limiti stabiliti dal Regolamento (UE) 1407/2013 ovvero dell’articolo 29 del Regolamento UE 651/2014. Saranno demandate ad apposito decreto ministeriale la definizione dei criteri, delle condizioni e delle modalità.

Le agevolazioni sono dirette a sostenere la realizzazione dei progetti di trasformazione tecnologica e digitale diretti all’implementazione delle tecnologie abilitanti individuate nel piano Impresa 4.0, con un importo di spesa pari almeno a 50.000 euro, così definite:

1) soluzioni tecnologiche digitali di filiera finalizzate all’ottimizzazione della gestione della catena di distribuzione e della gestione delle relazioni con i diversi attori,
2) software,
3) piattaforme e applicazioni digitali per la gestione e il coordinamento della logistica con elevate caratteristiche di integrazione delle attività di servizio,
4) altre tecnologie quali sistemi di e-commerce, sistemi di pagamento mobile e via internet, fintech, sistemi elettronici per lo scambio di dati (electronic data interchange, EDI), geolocalizzazione, tecnologie per l’in-store customer experience, system integration applicata all’automazione dei processi, Blockchain, Intelligenza Artificiale, Internet of Things.

Le imprese devono operare in via prevalente nel settore manifatturiero e/o in quello dei servizi diretti alle imprese manifatturiere, (ma in via sperimentale per gli anni 2019-2020 anche nel settore turistico per le imprese impegnate nella digitalizzazione della fruizione dei beni culturali), secondo condizioni e limitazioni.

E’ possibile presentare progetti anche in forma congiunta (in numero non superiore a dieci imprese), mediante il ricorso al contratto di rete o ad altre forme contrattuali di collaborazione, compresi il consorzio e l’accordo di partenariato in cui figuri come soggetto promotore capofila un DIH-Digital Innovation Hub o un EDI-Ecosistema Digitale per l’Innovazione, stabiliti dal Piano nazionale Impresa 4.0. Si tratta di risorse pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 per la concessione di contributi a fondo perduto, e inoltre 80 milioni di euro a valere sulle disponibilità del Fondo per la crescita sostenibile per la concessione di finanziamenti agevolati.

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