Indagine sull’uso e sullo sviluppo responsabile dei nanomateriali in Italia

Appena pubblicato lo studio Airi “L’indagine sull’uso dei nanomateriali e sul loro sviluppo responsabile in Italia”, con un quadro aggiornato riguardo alle organizzazioni, le tipologie di nanomateriali, le aree di ricerca e le priorità degli attori della R&S per lo sviluppo responsabile in Italia.
Lo studio è inserito all’interno del report INAIL “Esposizione a nanomateriali nei luoghi di lavoro”, dedicato alla metodologia NanoLab per la gestione dei nanomateriali nell’ambito di laboratori di R&S e attività di produzione.

L’indagine mostra che l’utilizzo di nanomateriali in diversi contesti produttivi è in continuo aumento. Tuttavia, molte delle potenziali applicazioni delle nanotecnologie sono ancora in una fase di ricerca e la piena maturità tecnologica e l’utilizzo delle nanotecnologie per produzioni di massa è, nella maggior parte dei casi, da considerarsi in un orizzonte temporale di medio periodo.

Le informazioni raccolte hanno riguardato diversi aspetti relativi all’utilizzo di tali materiali, quali la tipologia di attività svolta (ricerca di base, applicata, produzione, ecc.), l’importanza strategica di quest’area tecnologica per l’organizzazione, il tipo di nanomateriali usati, le aree di ricerca, applicazione e mercato, i prodotti, gli strumenti considerati per lo sviluppo responsabile. Sono state inoltre raccolte informazioni sul profilo dell’organizzazione rispondente (core business, dimensione, addetti alla R&S, ecc.).
Lo studio segue la pubblicazione del Censimento Italiano delle Nanotecnologie, che Airi ha svolto in maniera regolare negli ultimi 15 anni.

Alcuni dei principali aspetti emersi dall’indagine NanoLab sono:

Uso e applicazione dei nanomateriali:

  • In Italia vi è un’importante e consolidata attività nei nanomateriali a livello sia pubblico sia privato.
  • I nanomateriali (NM) e le nanotecnologie (NT) sono considerati di valore strategico per la maggior parte delle organizzazioni impegnate in questo ambito.
  • La maggior parte delle strutture è impegnata nelle fasi di R&S e di prototipazione,
    una parte rilevante delle attività in corso sui NM interessa quindi i laboratori di R&S (ed in maniera meno rilevante impianti di produzione e reti di vendita).
  • Le tipologie di NM più usate sono le nanoparticelle o NM 0-D (55% delle strutture),
    seguiti dai NM bidimensionali (43%), e dai NM 1D (22%).
  • I NM usati con maggiore frequenza sono gli ossidi di metalli, seguiti dai NM a base
    carbonio e nanopolimeri, e dai metalli.
  • Le attività di R&S a livello nazionale sui NM e le NT hanno come obiettivi una moltitudine di settori applicativi, tra cui sia ambiti tipici del manifatturiero avanzato, sia ambiti collegati a prodotti di ampio consumo. Tra i settori prevalenti vi sono materiali e materiali avanzati, chimica, farmaceutica e cura della salute, ICT, energia ed ambiente.

Esposizione a nanomateriali nei luoghi di lavoro:

  • Circa il 40% delle strutture che si occupano di R&S nei NM sviluppano prototipi o
    prodotti in corso di commercializzazione o già immessi sul mercato.
  • Vi è un numero ampio di soggetti, pubblici e anche privati, con attività di R&S specifica per la gestione del rischio dei NM.
  • La maggioranza delle strutture (60%) tiene conto delle peculiarità legate alla gestione del rischio dei NM, e quindi utilizza procedure ed approcci specifici in tale ambito.

Considerazioni generali:

Gran parte delle strutture impegnate nei nanomateriali considerano estremamente importante sviluppare ulteriori strumenti di valutazione, prevenzione e gestione del rischio per i nanomateriali, in particolare: lo studio degli effetti sulla salute e la caratterizzazione dei nanomateriali sono gli aspetti considerati più rilevanti. È, inoltre, considerato essenziale sviluppare tecniche per la misura e monitoraggio dell’esposizione, lo sviluppo di dispositivi di protezione individuale e collettiva, la formazione ed addestramento dei lavoratori, e la definizione di procedure di sicurezza specifica per i nanomateriali. Infine, il tema dell’impatto ambientale e dello smaltimento dei rifiuti dei nanomateriali è anche di particolare rilievo.

In riferimento al progetto NanoLab, l’indagine ha permesso di valutare l’applicabilità della metodologia NanoLabel a contesti di ricerca, sviluppo e produzione dei nanomateriali, diversi dai casi studio affrontati dal progetto.

In riferimento al progetto NanoLab, l’indagine ha permesso di valutare l’applicabilità della metodologia NanoLabel a contesti di ricerca, sviluppo e produzione dei nanomateriali, diversi dai casi studio affrontati dal progetto.

In NanoLab, Airi ha garantito il raccordo con le principali realtà nazionali della ricerca industriale nel settore delle tecnologie abilitanti, e l’analisi comparativa riguardo alle iniziative ed attività sui nanomateriali in corso a livello nazionale ed europeo. Ha inoltre contribuito alla raccolta e diffusione di informazioni, con la realizzazione di workshop ed eventi e altre iniziative tese a favorire il dialogo tra industria, ricerca, istituzioni e società civile.

Scarica il volume in PDF (l’indagine è riportata nel capitolo 4 da pagina 70 a pagina 90)

Descrizione del progetto 

Sito del progetto NanoLab

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