NanotechItaly: il ruolo chiave delle tecnologie abilitanti per lo sviluppo dell’economia del Paese

Una opening di richiamo internazionale

Bologna, 25 novembre 2015 – Anche quest’anno si rinnova con il convegno internazionale NanotechItaly l’impegno a valorizzare il ruolo delle tecnologie trasversali, dette anche abilitanti, per incrementare il potenziale tecnologico dell’industria italiana e quindi la competitività economica del Paese.

L’VIII Edizione del convegno internazionale NanotechItaly che si tiene a Bologna il 25 – 26 Novembre 2015 (organizzato da AIRI – Associazione Italiana per la Ricerca Industriale con il contributo del Consiglio Nazionale delle Ricerche e dell’Istituto Italiano di Tecnologia oltre che di Veneto Nanotech) ampia i suoi contenuti rispetto alle sole nanotecnologie avvalendosi di importanti esponenti di altissimo profilo della ricerca industriale e accademica, oltre che delle istituzioni italiane ed europee, che affrontano, sotto diverse angolazioni e competenze, il tema delle tecnologie abilitanti o KETs (Key Enabling Technologies), che nella visione europea di Horizon 2020, giocano un ruolo chiave e sinergico per un più completo e aggressivo sviluppo industriale, sociale ed economico dell’Europa.
I temi su cui si basa questa VIII Edizione si presentano in linea con le indicazioni prioritarie della programmazione europea 2014-2020 (cura della salute e dispositivi medici innovativi, sistemi di produzione avanzata e robotica, innovazione legata ai materiali avanzati come il grafene, tecnologie bio-based e bio-inspired, aerospazio). Nelle numerose sessioni tenute nel corso del convegno, il ruolo chiave delle tecnologie trasversali abilitanti verrà approfondito in funzione anche di settori fondamentali per il Made in Italy, quali Beni Culturali, Food packaging, Anticontraffazione e Security.

Il Prof. Renato Ugo, Presidente dell’AIRI, dichiara: “Il Convegno NanotechItaly che oggi arriva alla sua VIII edizione ha ormai assunto una rilevante posizione internazionale, confermata dall’altissimo livello scientifico, tecnologico e politico particolarmente in ambito europeo degli invited speakers. Si rinnova con questo convegno il messaggio che AIRI (Associazione Italiana per la Ricerca Industriale) negli ultimi anni ha inviato al Paese ed in particolare al mondo politico e al governo per una maggiore attenzione alle opportunità per la crescita economica e tecnologica del Paese che vengono dal supportare, in maniera concreta e diffusa a livello dei Ministeri competenti e delle Regioni, lo sviluppo delle competenze e delle sinergie accademiche e industriali nell’ambito delle tecnologie abilitanti e trasversali (KET). La competizione globale per la conquista dei mercati si gioca in larga parte sui vantaggi tecnologici, come confermato dalla posizione dominante degli USA, della Germania e in parte anche dal Giappone, oltre che dalla significativa crescita di Paesi che negli ultimi decenni stanno emergendo tecnologicamente, come Corea, Cina e India. L’Europa ed in particolare l’Italia devono tenere il passo con questa pressione tecnologica appoggiandosi anche allo sviluppo delle KET, pena una lenta perdita di competitività economica. In particolare l’Italia, con il suo ancora valido posizionamento nel settore manifatturiero e con le potenzialità tecnologiche, spesso ancora inespresse, delle aree del Made in Italy in cui eccelle, può sfruttare l’occasione di una più ampia ricaduta delle KET sul suo tessuto industriale e dei servizi avanzati per recuperare una perdita del 20/25% delle sue attività industriali e dei servizi avanzati, che ha avuto luogo a partire dall’inizio di questo secolo. Si tratta quindi di un must e non solo di una presa di coscienza di quanto è necessario fare”.

Il Prof. De Angeli – Direttore del “Plasmon Technologies Unit” all’Istituto Italiano di Tecnologia – afferma: “È con grande piacere che mi accingo a dare il mio contributo al convegno NanotechItaly. L’Italia ha bisogno di aumentare i propri sforzi per impedire la formazione di un gap culturale e tecnologico nei confronti di quei paesi che stanno rapidamente emergendo tanto nella ricerca che sul mercato delle alte tecnologie. In un paese come il nostro, dove le risorse a disposizione sono spesso inferiori a quelle della concorrenza, è essenziale sviluppare capacità di sistema. Iniziative quali il presente convegno rappresentano un’ottima opportunità non solo per fare il punto sullo stato delle nostre attuali competenze tecnologiche ma anche per mettere a fuoco strategie comuni nello sviluppo delle Key Enabling Technologies”.

Il Dr. Roberto Zamboni, Presidente Area della Ricerca di Bologna, dichiara: “NanotechItaly 2015 è un Convegno Internazionale che coniuga la ricerca di frontiera a livello mondiale con l’innovazione del mondo industriale avanzato. E’ un’occasione unica nella quale ricercatori e scienziati eccellenti del mondo accademico, degli enti di ricerca e dell’industria si confrontano su temi di frontiera della ricerca e dell’innovazione, sfide strategiche per il benessere della nostra società presente e futura e la coesione sociale. L’Area della Ricerca del CNR di Bologna è orgogliosa di essere la sede di NanotechItaly 2015 e di partecipare attivamente ai lavori con l’impegno di tutta la comunità scientifica del CNR, di impresa e di rappresentanza con ASTER della Regione Emilia-Romagna presente nell’Area”.

Patrizio Bianchi, assessore regionale al Coordinamento delle Politiche europee allo sviluppo, Università, Ricerca sottolinea che: “Siamo di fronte ad una nuova rivoluzione industriale, la cosiddetta Industrie 4.O, che può essere descritta come global digital production, cioè come la capacità di organizzare un sistema produttivo distribuito a livello globale in grado di utilizzare tecnologie digitali. Tuttavia questa nuova rivoluzione industriale richiede molto di più, richiede la capacità di rispondere su grande volumi a bisogni sempre più personalizzati. Questo richiede la capacità di utilizzare in modo integrato quelle tecnologie abilitanti, che a loro volta permettono di attivare altre tecnologie, altre produzioni, per rispondere a sfide sociali più ampie e molteplici. Ne consegue che per un verso la ricerca diviene lo stesso centro della produzione e per altro che occorrono infrastrutture necessarie al nuovo sviluppo. In questo senso bisogna allora superare la frammentazione della ricerca – e quindi di una valutazione e di incentivi solo centrati sull’iperspecializzazione – e nel contempo consolidare le nuove infrastrutture, necessarie per sostenere nuova scienza ma anche nuova industria. La prima infrastruttura è big data, cioè il consolidamento di tutte le strutture che generano ed elaborano dati per la ricerca scientifica e la nuova industria, su questo tema stiamo lavorando con le istituzioni scientifiche della regione, ritenendo questo un punto essenziale per il nuovo sviluppo”.

Comunicato Stampa AIRI 25 novembre 2015

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