Istat, La situazione del Paese: focus sui dottori impegnati in attività di ricerca e sviluppo

L’Istituto Nazionale di Statistica ha condotto nel corso del 2014 un’indagine sull’inserimento dei dottori di ricerca per conoscere il percorso occupazionale di coloro che hanno conseguito il titolo negli anni 2008 e 2010.
Dei circa 22.000 rispondenti (campione rappresentativo dei circa 159.000 dottori censiti nel 2011), le aree disciplinari con il maggior numero di dottori di ricerca sono quelle delle scienze mediche (16%); dell’ingegneria industriale e dell’informazione (11,7%). I dottori di ricerca coinvolti nell’analisi, nonostante siano entrati a far parte del mondo del lavoro quando la crisi economica manifestava i suoi effetti più acuti, presentano livelli di occupazione molto elevati. Infatti, a quattro anni del conseguimento del titolo, il 91,5% dei dottori svolge un’attività lavorativa.

L’occupazione più elevata, in particolare, si registra per i dottori delle scienze matematiche, informatiche e dell’ingegneria industriale (97%). Inoltre, circa il 73,9% svolge attività di ricerca e sviluppo, ossi attività che hanno lo scopo di accrescere le conoscenze o di studiare innovazioni tecnologiche da utilizzare per migliorare o creare nuovi prodotti o processi produttivi. In queste attività, i più occupati sono i dottori che provengono dall’area delle scienze fisiche (84,1%), dell’ingegneria industriale e dell’informazione (79,7%) e delle scienze matematiche ed informatiche (78,0%). Il dottorato di ricerca si conferma uno dei più importanti veicoli per poter lavorare nell’ambito della ricerca e sviluppo, con varie tipologie contrattuali di cui prevalente è il contratto a tempo indeterminato.

Tuttavia, si registra una tendenza in forte aumento della mobilità verso l’estero dei dottori di ricerca delle scienze fisiche (31,5%) e nelle scienze matematiche e informatiche (22,4%). Per l’85% dei dottori intervistati la decisione di lasciare l’Italia verso il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Francia e la Germania è dettata dal desiderio di avere maggiori opportunità di lavoro, più qualificato e meglio retribuito.

Fonte: Rapporto annuale 2015, La situazione del Paese, Istat

Questo sito fa uso di cookie per migliorare l’esperienza di navigazione e per raccogliere informazioni sull’utilizzo del sito stesso.
Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi