Verso un’economia “pienamente industriale” che abbia al centro la R&S.

Intervista al prof. Claudio De Vincenti, già viceMinistro del Ministero dello Sviluppo Economico. Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

AIRI: Il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato di recente tre programmi finalizzati all’innovazione industriale (progetti di R&S, Industria Sostenibile, Agenda digitale italiana) che conferiscono al Ministero un ruolo di riferimento per la ricerca industriale e le imprese innovatrici. Ritiene che tale ruolo possa diventare sempre più centrale per la definizione di una più ampia politica industriale relativamente alla ricerca industriale e allo sviluppo tecnologico?

C.D.V.: L’innovazione è la leva più efficace per rilanciare la competitività delle imprese italiane: uno studio dell’OCSE stima che gli investimenti in innovazione contribuiscono alla crescita media della produttività del lavoro per una quota che va dal 20 al 34%. Ne siamo consapevoli noi e ne sono consapevoli anche le imprese: il livello della competizione è sempre più alto e realizzare beni facilmente replicabili sta progressivamente perdendo valore. Solo investendo sull’innovazione, cercando di formare e reclutare i migliori talenti e puntando sulle competenze di eccellenza richieste dal mercato globale, riusciremo a valorizzare le nostre tante eccellenze e a ricondurre il Paese su un sentiero di crescita duratura.
L’obiettivo prioritario del Ministero dello Sviluppo economico è riattivare il ciclo degli investimenti privati e orientarlo verso il rafforzamento delle leve per la competitività, innovazione in primis. Un’azione articolata che deve tenere conto del contesto in continua trasformazione, guidato dai tumultuosi avanzamenti delle tecnologie ICT, dalla crescente connettività di cittadini e oggetti, dalla globalizzazione e frammentazione delle catene del valore.
In quest’ottica, possiamo dire che il Ministero dello Sviluppo economico sta accompagnando il cambiamento in atto, cercando di favorire il passaggio da un’economia a baricentro manifatturiero a una “pienamente industriale” nella quale la R&S, l’innovazione, il digitale, i servizi che gravitano intorno al manifatturiero, assumono un ruolo e una centralità davvero strategici. Obiettivo primario è quello di produrre beni e servizi in grado di posizionare le nostre imprese nei segmenti alti e altissimi del mercato mondiale.

L’articolo completo è riservato agli abbonati di Notizie AIRI 186/2015.

Nello stesso numero 186/2015

            • Favorire il passaggio a una economia “pienamente industriale” che abbia al centro la R&S.
            • I cittadini europei e le nanotecnologie: l’indagine NanoDiode.
            • Grafene: il materiale delle meraviglie.

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