Dati Ocse sulla R&S 2012: segnali di ripresa grazie al settore imprese. In Italia aumenta il numero di addetti alla ricerca. Bilancia tecnologica positiva dopo quattro anni.

La fotografia sullo stato della ricerca scattata dall’OCSE evidenzia una crescita delle spese complessive di R&S (2012 su 2011) per Italia, Francia e Germania. Crescono anche Giappone e Cina, Stati Uniti, Israele e Federazione Russa.
In Europa è migliore l’incidenza percentuale della R&S sul PIL della Germania (2,88%) con previsioni nel 2013 assestate allo 2,94%.
La ricerca finanziata e svolta dalle imprese aumenta (2012) sia in Francia che in Germania mentre diminuisce nel Regno Unito e in Italia.
Nel nostro Paese cresce unicamente la R&S eseguita dagli enti pubblici di ricerca, comparto che registra un miglioramento anche come settore finanziatore.

Dal lato degli input della R&S è previsto inoltre un aumento degli addetti complessivi alla R&S in Italia (da 240.000 nel 2012 a 252.000 nel 2013) apportato soprattutto da imprese e istituzioni pubbliche, confermando il trend positivo dal 2011. Un aumento di misura superiore a quello di Francia e Regno Unito, che avvicina l’Italia alle previsioni di aumento della Germania nel 2013 (+ 13.000).

A valle degli output della R&S è minore la domanda di brevetti in area europea da Italia e Germania (2014 su 2013) mentre cresce quella da Regno Unito e Francia. I brevetti concessi in area europea, tuttavia, risultano in diminuzione in tutti questi Paesi tranne dal Regno Unito. In positiva controtendenza aumenta la concessione di brevetti provenienti da queste nazioni europee negli Stati Uniti.

Per quanto riguarda la bilancia tecnologica, migliora il saldo italiano nel 2012, che è stato negativo dal 2008 al 2011. Nel 2013 il commercio ad alta tecnologia italiano vede confermare il ruolo trainante dell’aerospazio, con una ripresa del settore farmaceutico, ambedue con quote di mercato crescenti mentre resta negativo il settore computer, elettronica, ottica, che tuttavia migliora rispetto al 2010.

Fonte: OECD, ISTAT

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