Decreto Fare: proposte per la ricerca nelle Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia

Con il D.L. 21 giugno 2013, n. 69, il cosiddetto Decreto Fare in esame al Parlamento,  il governo ha varato una serie di misure tra le quali proposte specifiche per la ricerca (Art. 57, 58, 59 e 60).  

In particolare in base all’art. 57 il MIUR può concedere contribuiti alla spesa, nel limite del 50% della quota relativa alla contribuzione a fondo perduto a valere del Fondo FAR, per interventi volti al:

a)     al rafforzamento della ricerca fondamentale condotta nelle università e negli enti pubblici di ricerca;

b)     alla creazione e allo sviluppo di start-up innovative e spin-off universitari;

c)     alla valorizzazione dei progetti di social innovation per giovani al di sotto dei 30 anni;

d)     al sostegno allo sviluppo di capitale di rischio e crowdfunding;

e)     al potenziamento del rapporto tra mondo della ricerca pubblica e imprese, mediante forme di sostegno che favoriscano la partecipazione del mondo industriale al finanziamento dei corsi di dottorato e assegni di ricerca post-doc;

f)       al potenziamento infrastrutturale delle università e degli enti pubblici di ricerca, anche in relazione alla partecipazione alle grandi reti infrastrutturali europee nell’ottica di Horizon 2020;

g)     al sostegno agli investimenti in ricerca delle piccole e medie imprese, e in particolare delle società nelle quali la maggioranza delle quote o delle azioni del capitale sia posseduta da giovani al di sotto dei 35 anni;

h)     alla valorizzazione di grandi progetti/programmi a medio-lungo termine condotti in partenariato tra imprese e mondo pubblico della ricerca, con l’obiettivo di affrontare le grandi sfide sociali contemporanee;

i)       al supporto e alla incentivazione dei ricercatori che risultino vincitori di grant europei o di progetti a carico dei fondi PRIN o FIRB;

l)       al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese che partecipano a bandi europei di ricerca.

Viene dunque utilizzata la quota destinata a contributi a fondo perduto del FAR, per interventi a sostegno della ricerca industriale/applicata, e per la parte di credito agevolato dal fondo di rotazione presso la Banca d’Italia.

Le risorse disponibili sul Fondo FAR ammonterebbero a 100 milioni di euro, di cui circa il 12% destinato ai contributi alla spesa e l’88% al credito agevolato. La norma in esame si limita a dare una diversa finalizzazione alle somme presenti a titolo di contributo alla spesa.

(Fonte: G.U. N. 50/L, del 21 giugno 2013, supplemento ordinario alla “Gazzetta Ufficiale„ n. 144 del 21 giugno 2013)

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