Alberto Quadrio Curzio: Alcuni “perché” su industria ed economia.

Perché l’Europa ha bisogno di un “growth compact” basato sull’industria.

Alberto Quadrio Curzio
Professore Emerito di Economia politica presso l’Università Cattolica

Se l’industria ritorna ad essere uno dei principali pilastri su cui rafforzare l’Unione europea e rilanciare la crescita della Ue e della Uem, allora vuol dire che questa crisi ci ha insegnato molto.
I segnali e le iniziative a livello di Consiglio europeo, di Commissione europea e di Ministri dell’Industria dei maggiori Paesi manifatturieri della Uem (Germania, Francia e Italia) sono incoraggianti.
Partiamo dai Ministri, tra i quali vi è Corrado Passera che sta affrontando le maggiori difficoltà per un rigore di bilancio che lascia troppo poco spazio al rilancio industriale e alla crescita, senza i quali la nostra economia reale subirà un depauperamento grave. Nella lettera congiunta dei Ministri, rivolta al Commissario europeo per le imprese e l’industria, Antonio Tajani, si rileva che l’industria Ue esprime il 25% dei posti di lavoro, l’80% della spesa in ricerca e sviluppo, il 75% delle esportazioni, ma che negli ultimi anni s’è molto indebolita. Sono calate infatti l’occupazione, la quota delle esportazioni e quella dei brevetti sul totale mondiale.
Per questo i Ministri chiedono un rilancio industriale elencando molti settori di intervento. È la stessa tonalità che a Milano (11 ottobre 2012) ha usato proprio il commissario Tajani presentando la nuova strategia per mettere l’industria al centro del piano di crescita europeo con un obiettivo importante: portare la quota dell’industria sul Pil della Ue dall’attuale 15,6% al 20% entro il 2020. Obiettivo condiviso, come serio e concreto, dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, che nel contempo ha auspicato politiche di bilancio nazionali che non penalizzino gli investimenti industriali dai quali passa il rilancio della crescita.
Passera, Tajani, Squinzi hanno tre ruoli diversi ma a noi pare che abbiano analoga intonazione, e questo può contare molto per avere una politica industriale europea che serva anche all’Italia.

L’articolo completo è disponibile in Notizie AIRI 180/2013.

Nello stesso numero 180/2013

  • Il punto sullo stato degli incentivi alla R&S
  • L’ottavo rapporto AIRI sulle tecnologie prioritarie per l’industria
  • Proposte per azioni di sostegno alle attività di ricerca e innovazione nel contesto delle PMI
  • Intervista ad Alessandro Spada, Presidente Innovhub – SSI

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