Spesa in R&S, ricercatori e brevetti nei principali paesi OCSE

Gli Stati Uniti si confermano il principale paese dell’OCSE (dati anno 2012) per spesa interna lorda per R&S, pari a più di 397 milioni di dollari (a prezzi costanti 2005) ed al 42% della spesa totale dei paesi OCSE. Segue la spesa del Giappone (134 M$ – 14%), quella della Germania (83 M$ – 9%), Corea (61 M$ – 6,4%), Francia (44 M$ – 4,7%), Regno Unito (35 M$ – 3,8%).
A livello più contenuto la spese di Canada (21M$), Italia (20 M$) e Spagna (15 M$), Paesi Bassi (13 M$) e Svezia (11 M$). Il dato complessivo della spesa dei paesi UE (28) è di 279 M$.

Al di fuori dell’area Ocse, in Cina la crescita reale della spesa media annua per R&S è stata dal 2000 del 17,6%, con una spesa pari nel 2012 a 213 M$, dato che conferma dal 2009 il paese il secondo più grande performer al mondo davanti al Giappone. Tra i paesi non OCSE il dato della Federazione Russa è pari a 24 M$.

Complessivamente la spesa in R&S dei paesi OCSE è pari al 2,4% del PIL, mentre i soli paesi in cui il rapporto della spesa in R&S sul PIL supera il 3% sono Finlandia (3,55%), Israele (4.20%), Giappone (3,34%), Corea (4,36%) e Svezia (3,41%). Il dato italiano è l’1,27%.
Dallo studio si evidenzia che nel decennio 2002-2012, l’intensità della spesa in R&S è cresciuta nella UE (da 1,76% a 1,97%), in Giappone (da 3,12% a 3,34%) e negli Stati Uniti (dal 2,55% al 2,79%).

Il rapporto statistico OCSE analizza anche il personale di ricercatori impiegato in attività R&S. Nell’area OCSE, circa 4,3 milioni di persone lavorano come ricercatori nel 2011, di cui 2,6 milioni impegnati nel settore delle imprese.
In rapporto alla popolazione, Finlandia (16.1) e Danimarca (13.6 per 1000 abitanti), si pongono in cima alla classifica per ricercatori occupati. I paesi in cui si riscontrano i tassi più bassi sono Italia (4.5), Polonia (4.2) e Turchia (3.0).

I dati di output della ricerca sono presentati in termini di numero di brevetti triadici depositati per una medesima invenzione presso i tre principali Uffici Brevetti Internazionali (EPO, JPO e USPTO). Il numero delle famiglie di brevetti depositati al mondo nel 2011 è di 43.590, di cui una quota significativa, pari al 27,5%, provenienti dai paesi UE, il 31,5% dal Giappone, il 29% dagli Stati Uniti. Tra i paesi UE, Germania (con 4.982 pari all’11,4%), Francia (2.053 – 4,7%) e Regno Unito (1.371 – 3,2%) detengono la quota maggiore. La quota italiana è di 595 brevetti, pari al 1,4% sul totale mondiale.

I paesi asiatici nel decennio 2001-2011 hanno contribuito in misura crescente alle famiglie di brevetti. Ne è un esempio la crescita della Corea la cui quota è aumentata dal 1,6% nel 2001 al 4,0% nel 2011. Anche Cina e India registrano una crescita media rispettivamente di oltre il 30% e 13% nella produzione di brevetti tra il 2001 e il 2011.

Fonte: OCED Factbook– Economic, Environmental and Social Statistics – edizione 2014.

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