Entro il 28 settembre p.v. possono essere presentate domande per lo sviluppo di cluster tecnologici nazionali nelle regioni non facenti parte della convergenza (368 milioni di euro a valere delle risorse FAR 2010-2011), anche in collegamento con le regioni della convergenza (40 milioni di euro sul PON).
L’obiettivo è di favorire la nascita e lo sviluppo di pochi grandi cluster nazionali, ovvero aggregazioni di imprese, università, enti pubblici o privati di ricerca, distretti tecnologici già esistenti, e altri soggetti, capaci di attivare ampia partecipazione e convergenza con gli obiettivi di Horizon 2020, in un limitato numero di aree tecnologiche: Chimica verde, Agrifood, Tecnologie per gli ambienti di vita, Scienze della Vita, Smart communities, Mobilità terrestre e marina, Aerospazio, Energia, Fabbrica intelligente. Tali cluster debbono qualificarsi anche per la capacità di valorizzare i domini applicativi di tecnologie abilitanti (nanotech, nuovi materiali, fotonica, next generation networks, ICT, ecc).
E’ richiesto in prima battuta un piano di sviluppo strategico quinquennale corredato da 4 progetti di ricerca industriale (tra 10 e 12 milioni di euro), presentato dall’organo di coordinamento e gestione del cluster, nonchè una lettera di intenti delle Regioni di riferimento dei Cluster nella quale si manifesti l’interesse a sostenere anche finanziariamente attività complementari e/o funzionali allo sviluppo dei cluster, per la successiva valutazione ed – eventuale – finanziamento attraverso la definizione di accordi di programma con le Regioni interessate.
L’avviso è disponibile sul sito MIUR.




